Il visconte dimezzato by Italo Calvino

Oggi recensisco un libro che ho letto quest'estate perché mi era stato assegnato dalla mia professoressa di italiano.
Quando ho iniziato “Il visconte dimezzato” ero abbastanza sicura di trovarmi davanti un testo riguardante la guerra, che mettesse in risalto una sorta di discriminazione da parte delle persone vicine al visconte dimezzato solo fisicamente. Mi aspettavo quindi una sorta di martire, cosa che non mi aveva entusiasmato molto perché si sarebbe trattato di una vicenda molto banale a parer mio. Non appena ho capito che il visconte era dimezzato anche e soprattutto nell'animo, ho continuato a leggere con molto più trasporto. Nel descrivere questo fatto così bizzarro, ma che nasconde comunque un grande significato, un ruolo determinante ha avuto il linguaggio dell’autore che è straordinariamente semplice e scorrevole, ma allo stesso tempo complesso poiché caratterizzato da una pesantezza quasi celata: i temi trattati vengono messi in risalto dando ad essi una grande importanza attraverso l’ironia. Il romanzo è infatti caratterizzato da una struttura quasi fiabesca, ma a questa sorta di leggerezza sopperiscono non solo la componente ironica, ma anche la presenza di vari monologhi interiori da parte del narratore, che danno un’idea migliore del significato delle varie vicende.
Nel complesso è lo stile stesso che, quindi, porta ad apprezzare la vicenda, narrata come fosse una fiaba, ma anche la storia in sé. Il narratore interno è costruito in maniera perfetta, molti avvenimenti si susseguono senza alcuna confusione, anzi, provocando nel lettore una grande curiosità. L’idea di fondo è senza dubbio molto originale, nonostante il concetto sia già visto nella letteratura. È inevitabile, infatti, pensare al capolavoro di Stevenson, Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde, in cui il tema del bene e il male, delle due nature dell’uomo, viene trattato ampiamente e, trattandosi di uno dei miei libri preferiti mi sento di aggiungere, magnificamente. Anche Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde tratta la tematica delle due nature dell’uomo, aggiungendoci ovviamente un ventaglio di sfumature sulla bellezza e sull’apparenza. Con questo suo romanzo, Calvino ha contribuito in un modo diverso, dando sempre un’idea di due parti, di due nature diverse, ma aggiungendo, attraverso il linguaggio, la struttura e la narrazione in sé, una grande originalità. Uno dei temi principali, è l’incompletezza: entrambi i visconti in un certo senso si rendono conto di non essere completi. E come Stevenson ha parlato del fatto che la natura dell’uomo sia duplice e che quindi bene e male devono convivere e separarli conduce alla morte, tramite questa sua storia, Calvino presenta ancora una volta la difficoltà da parte dell’uomo di trovare equilibro tra bene e male, spesso tendiamo a far parte solo di uno delle due, perché è difficile vivere come una persona “intera”. Così, i due cercano la completezza in una donna, che alla fine risolverà tutto, le due metà svaniranno e rimarrà il visconte intero.
Lo stesso Calvino nel 1983 ha dichiarato:
Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso e possibilmente per divertire gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell'uomo tagliato in due, dell'uomo dimezzato, fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l'altra.
Penso che i propositi dell’autore riguardo al libro si siano ampiamente realizzati, la storia diverte e anche molto, appassiona e prende tantissimo, inoltre ha un grande significato. E non è proprio questo che si cerca in un buon libro? Divertimento e una grande morale. Una storia che ho letto con grande piacere e curiosità, ma che mi ha anche fatto riflettere sul senso della vita e sulla complessità dell’animo umano. ★★★★☆

Il visconte dimezzato by Italo Calvino, reviewed by Silvia Argento ©

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