De Profundis by Oscar Wilde

Era da molto tempo che non recensivo un libro, perciò oggi mi cimento nella recensione dell'ultimo che ho letto: De Profundis.
Si tratta di una lunga lettera (ben 145 pagine, almeno nell'edizione che ho letto io) scritta da Oscar Wilde durante il periodo trascorso in carcere, a Lord Alfred Douglas, detto Bosie.
L'epistola comincia con una descrizione di tutti i fatti che hanno caratterizzato la relazione fra Bosie e Wilde, che quest'ultimo presenta elencando minuziosamente ogni fatto e dettaglio, specificando per ognuno di questi la sensazione e l'impressione che hanno in lui suscitato. Finita questa parte, molto lunga, Wilde comincia a parlare del processo e del suo arresto, nomina più volte la madre e soprattutto il padre di Bosie, racconta di quando più volte la prima gli abbia chiesto di rompere la relazione con il figlio senza mai pensare di prendere l'iniziativa e cercare di fargli cambiare idea lei, e descrive l'ira e l'irrazionalità del secondo, che ha costituito la sua rovina insieme a vari fattori fra cui inevitabilmente la relazione con Bosie.
Si lamenta del fatto che ripetutamente egli tenti di far pubblicare su varii giornali e riviste le sue lettere ed analizza passo passo ogni aspetto della personalità di questo, definendolo privo di immaginazione, che per Wilde è una qualità fondamentale, è infatti nota la sua frase:
L'immaginazione è una qualità data all'uomo per compensare quello che non ha ed il senso dell'umorismo è dato per consolarlo per quello che è.
Lo descrive anche come pieno di superficialità, che chiama "il vizio supremo".
In seguito parla dell'arte, sempre a proposito di Bosie, come se stesse cercando di fargli capire il suo punto di vista, fra le mie parti preferite questa, in cui poi si può evincere, ma in tutta la lettera del resto, la grandissima cultura di Wilde. Cita spessissimo frasi in greco e dimostra di aver capito l'arte meglio di chiunque altro.
L''arte contemporanea non mira alla vastità, ma all'intensità. In arte non ci interessa più il tipico. Abbiamo a che fare con l'eccezione.
- De Profundis
Si nota quindi la contrapposizione fra la bontà e generosità di Wilde, che sostiene ed aiuta psicologicamente ed economicamente Bosie, e quella di quest'ultimo che al contrario si dimostra sgarbato e superficiale. Cosa che si deduce dalla descrizione minuziosa che Wilde fa a proposito del suo periodo di convalescenza a causa della febbre. Infatti, dapprima è Bosie quello malato e debole, e viene, perciò, aiutato e servito dallo stesso autore, mentre quando è Wilde a stare male, dice lui stesso, Bosie non gli porta neanche del latte od un libro da leggere (cosa che avrebbe apprezzato anche più dello stesso cibo), perché ritiene (e qui cita proprio le parole di Bosie) che fuori dal suo piedistallo sia noioso.
Viene quindi trattata e narrata dapprima la rovina di Wilde che è arrivata (o così pare, inizialmente) a causa di Bosie, a causa di quella relazione che non solo gli ha fatto spendere tantissimo denaro, ma gli ha anche impedito di concentrarsi sul suo genio, parla infatti di tutte le volte in cui ha cercato di allontanarsi da lui per scrivere, ma questi lo raggiungeva, citando, fra l'altro, spesso titoli e passi di sue opere. Inevitabilmente, però la cosa che più lo ha danneggiato è stata l'accusare il padre di Bosie in quanto l'ha spinto ad esporsi e ad essere lui quello condannato a due anni di carcere. Il padre, infatti, con la sua collera e Bosie con la sua voglia di vendetta, l'avevano imprigionato nel loro contrasto, distruggendolo.
Wilde prosegue parlando dell'amicizia, di come Bosie si sarebbe dovuto comportare, spesso paragona, infatti, il rapporto fra loro con quello che aveva ed ha ancora con Robbie, che gli è sempre rimasto fedele e che, a differenza di Douglas, ha sempre risposto alle sue lettere e gli fa sempre visita.
Parla degli amici che lo sono venuto a trovare e che lo sostengono sempre. Molto commovente il passo in cui descrive il suo abbraccio in lacrime con un amico che gli aveva detto che non credeva a ciò che dicevano gli altri, ma a cui lui ha per onestà ed amicizia aveva rivelato che si era lasciato andare ad una vita di piacere. Dice che il loro rapporto è cambiato, ma che almeno è sincero.
La rovina di Wilde non è quindi Bosie, non rappresenta questo, De Profundis non è un'accusa. Si evincono la grande sincerità e l'umiltà di Oscar Wilde. De Profundis non è una lettera piena di rancore, di rabbia, di cose rinfacciate, non è una condanna a Bosie, ma vede come protagonista il profondo (appunto) dello stesso Wilde, la sua anima: in tutto ciò, infatti l'autore non sembra mai dimostrare un vero e proprio rancore, si limita a descrivere tutti i fatti con la logica che da sempre lo caratterizza.
Tratta anche l'argomento religione, parla a lungo di Cristo e di ciò che ha rappresentato, alcuni concetti espressi sembrano ovvi, ma altri sono meravigliosi.
Senza dubbio la parte che ho preferito, anche se tutta la lettera è stupenda, è quella in cui Wilde parla del dolore: lo descrive a fondo e ne parla a lungo, l'ha davvero vissuto e dice che in parte deve ringraziare Bosie e ciò che gli è accaduto proprio perché prima conosceva solo la gioia del piacere, adesso ha compreso anche quella del dolore. Dice infatti:
La sofferenza, al contrario del piacere, non reca mai maschere.
Ed anche, e questo è uno dei miei passi preferiti:
La sofferenza è solo un lunghissimo momento. Non possiamo dividerlo secondo le stagioni.
Possiamo soltanto registrarne i mutamenti e segnare volta a volta il loro ripetersi. Per noi, il tempo non progredisce. Esso ruota su se stesso; sembra girare su un perno di dolore. L'immobilità paralizzante di una vita di cui ogni particolare è regolato da un piano immutabile, così che mangiamo e beviamo e ci corichiamo e preghiamo, o almeno ci inginocchiamo nell'atto di pregare, secondo le leggi inflessibili di una regola di ferro, questo carattere di immobilità che fa ogni singola orrenda giornata identica alla precedente fin nei minimi dettagli, sembra comunicarsi a quelle forza esterne la cui essenza stessa è invece un continuo mutamento.
Arriva poi, quasi in contemporanea a questo discorso, a parlare di se stesso e di ciò che succederà una volta che uscirà dal carcere. Anche se potrebbe apparire solo, visto che l'hanno privato di tutti i suoi beni e di tutto ciò che aveva, non è triste, come si evince da questa citazione che è la mia preferita di tutto il De Profundis:
So essere perfettamente felice in solitudine. Con libertà, fiori, libri, e la luna, chi non sarebbe perfettamente felice?
Oramai Wilde sembrerebbe un uomo finito, ma non lo è proprio perché ha capito il significato del dolore, è una persona nuova e diversa, ha sofferto e soffre tantissimo, lo si evince da ogni singola sillaba espressa nella lettera, ma adesso è più forte e più grande.
Parla in seguito di un possibile incontro fra lui e Bosie, riassume alcune cose e spiega il significato della lettera ed il motivo per cui l'ha scritta, quindi conclude:
Questa lettera nei suoi umori mutevoli e incerti, nel suo sdegno e nella sua amarezza, nelle sue aspirazioni e nella sua incapacità di realizzarle, ti mostra assai chiaramente quant'io sia lontano dalla vera sostanza dell'anima.
Ma non scordare in quale tremenda scuola sto svolgendo i miei compiti. E, per quanto incompleto e imperfetto io sia, tuttavia da me hai ancora molto da imparare.
Sei venuto da me per conoscere il Piacere di vivere e il Piacere dell'arte. Forse io sono destinato a insegnarti qualcosa di ben più stupendo: il significato del Dolore, la sua bellezza.

Il tuo affezionato amico

Oscar Wilde
Dapprima non volevo recensire quest'opera perché temevo di non esserne all'altezza, e devo dire che è così. Non ci sono parole per esprimere l'immensità di questa lettera, lo stesso Wilde nell'ultima parte di essa che ho sopra citato la descrive ed esprime alla perfezione ogni cosa. "De Profundis" è il titolo più adatto, non solo perché quanto scritto viene dal profondo di Wilde, lui avrebbe messo questo titolo per questo (dico "avrebbe" in quanto fu Robbie a scegliere il titolo, non Oscar Wilde), ma anche perché è di una profondità straordinaria ★★★★★♫ (la nota accanto a 5 stelle indica, come sempre, che c'è qualcosa in più).
Amo questo autore non solo perché esprime benissimo cosa intende e scrive utilizzando un linguaggio forbito e meravigliosamente affascinante, ma anche perché i suoi concetti sono unici e perfetti nella loro imperfezione. Non sa solo scrivere bene, ma è anche ciò che scrive a renderlo così speciale ai miei occhi. La prova della sua cultura, della profondità del suo animo e della particolarità del suo stile è in questo libro come in tutte le opere, ma qui, che si mette completamente a nudo, è più facile da dedurre.
Affronta varii argomenti e descrive fatti passo passo senza mai risultare pesante, bensì sempre più affascinante, ho finito in pochissimo tempo questo libro e quando l'ho cominciato, ho letto 50 pagine di fila, si erano fatte le 3 di notte e non me ne ero neanche accorta.
Lacrime ed occhi lucidi sono stati le conseguenze della lettura e dei grandi brividi lungo la schiena sono stati la conseguenza della fine.
Ho cominciato a leggere questo libro con la superficialità che caratterizza sempre chi non sa cosa lo aspetta, l'ho finito con la soddisfazione ed il grande senso di completezza che caratterizza chi realizza di aver fatto qualcosa di buono per se stesso.
Questa lettera, o meglio, questo autore tramite questa lettera, nella sua straordinaria logica e nel suo piacevole narrare e descrivere mi ha insegnato tantissime cose che 10 libri messi insieme non sono riusciti a fare.
Non dico "lo consiglio", perché ne sono quasi gelosa, dico semplicemente che Oscar Wilde è il mio autore preferito per una ragione, e questa ragione si può evincere da questa lettera. Perciò, dal profondo dico che assolutamente mi ha toccato nel profondo.

De Profundis by Oscar Wilde, reviewed by Silvia Argento ©
La foto della copertina del libro è stata scattata da me, vietato l'utilizzo.

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