Vita da Gamers... "Creatività, Fantasia e Divertimento"

Oggi vi posto uno speciale riguardante un'attività di due ragazzi, si tratta di un'intervista al mio amico Alessandro Arena ed al suo collaboratore Roberto Raso che hanno una pagina e un blog sui videogiochi.
Quando avete iniziato a giocare ai videogiochi?
Alessandro: Ho toccato il mio primo videogioco a circa 5 anni, quando mi annoiavo all'ufficio di mio padre.
Roberto: Quando avevo la tenera età di 6 anni (seriamente) anche se ricordo che a 4 anni giocavo col PC di mio zio.
Qual è il primo videogioco a cui avete giocato?
Alessandro: Non posso dimenticare il mio primo gioco! Prince of Persia: spirito guerriero.
Roberto: Il mio primo gioco "serio" è stato Crash Bandicoot 3: Worped.
Qual è il miglior videogioco che abbiate mai provato?
Alessandro: Impossibile dirlo. Anche pensandoci più e più volte non riuscirei a darti una risposta certa. Ci sono videogiochi belli e videogiochi brutti: non riuscirei mai a dirti quale sia il più bello tra tutti quelli che ho giocato. Però probabilmente so il più brutto! Ma te lo dirò nella prossima domanda.
Roberto: E' complicato dare questa risposta proprio perché noi stessi non riusciamo a catalogare il gioco "migliore". I giochi secondo me possono essere catalogati a seconda del tipo di esperienza, ricordi che ti lasciano.
Se proprio dovesse essercene uno che potrei definire il "miglior gioco" per me è XIII.
E il peggiore?
Alessandro: Sicuramente power ranger super legends per Nientendo DS: orrido!
Roberto: Il peggiore per me è senza ombra di dubbio il videogioco di ET per la Playstation 1...mamma mia che schifo!
Ci sono videogiochi che ancora non avete provato, magari perché non avete avuto la possibilità di comprarli o non li avete trovati, e che vorreste tanto provare? Quali?
Alessandro: Mi duole ammetterlo, ma nel mio repertorio videoludico mancano delle pietre miliari del videogioco. In primis la saga di Metal Gear Solid, che però sto recuperando proprio ora. Non ho mai provato Bioshock, Final Fantasy, Silent Hill e i primi Resident Evil e non vedo l'ora di farlo.
Roberto: Sono parecchi i titoli che ancora devo effettivamente provare, mi piacerebbe tanto giocare i primi Silent Hill e riscoprire i vecchi classici quali ad esempio alcuni Final Fantasy, Zone of the Enders.
Anche se muoio dalla voglia di giocare gli ultimi Resident Evil.
Se una persona non avesse mai usato un videogioco e volesse iniziare, con quale le suggerireste di cominciare?
Alessandro: Dipende dai gusti di quella persona. Sicuramente comunque non le consiglierei un gioco complesso, in termini di trama.
Roberto: Dipende molto dalla persona.
Mi è capitato di consigliare ad alcuni miei amici un genere particolare ma dipende ripeto dai loro gusti personali.
L'essere bravi con i videogiochi, secondo voi, è una questione di indole quindi qualcosa che si ha dalla nascita, un talento innato, oppure questione di allenamento? O magari entrambi?
Alessandro: Secondo me entrambe. Certo, un buon allenamento aiuta sicuramente a diventare 'bravi', ma un pizzico di predisposizione credo che spesso aiuti.
Roberto: Non credo che bisogna essere predisposti, bisogna solamente avere un'ottica diversa di pensare, essere "diversi" dagli altri e quindi sviluppare una passione differente... distinguerci ecco...
Quali sono i vari generi di videogiochi che preferite? Mi riferisco sia a delle caratteristiche proprio del videogioco (quindi se è un RPG, ad esempio) sia alla console (quindi se è un gioco per PS, se è al pc, ecc.)?
Alessandro: Solitamente prendo giochi per Playstation 3, perché è quella la mia console. Alcuni però li gioco solo su Pc, perché credo che se un videogioco non é fatto per stare su console non dovrebbe starci (vedi the sims 3). Non mi faccio problemi con i generi, evito soltanto i giochi di sport. Per il resto gioco di tutto.
Roberto: Io in questi ultimi anni ho scoperto di preferire i generi quali Survival Horror (Resident Evil, Silent Hill Etc etc..) mentre ho da sempre avuto una passione per i titoli Stealth (Hitman, Metal Gear Solid etc etc..)
Anche se gioco praticamente a tutto (eccetto i giochi sportivi).
Esistono varie trasposizioni cinematografiche di videogiochi, io stessa ne ho viste, ci sono alcune che avete visto e apprezzato? Quali? E ci sono altre che invece vi hanno "distrutto" il videogioco a cui erano ispirate?
Alessandro: Solitamente la maggior parte dei film ispirati ad un videogioco fa decisamente defecare. Per esempio Tekken, mamma mia! Mentre altri non mi dispiacciono per niente: amo la saga cinematografica di Resident Evil, pur distaccandosi totalmente dal videogioco.
Roberto: Se devo essere sincero non tutte le trasposizioni cinematografiche mi hanno fatto schifo.
Per esempio devo ammettere che i film di Resident Evil, contando il fatto che si distaccano totalmente dal gioco, riescono ad essere dei buoni film.
Mentre ci sono casi come nei film di Alone in The Dark o ad esempio il film di Tekken che ti spiazzano al punto tale da non vedere mai più un film tratto da un videogioco.
Ci sono moltissimi videogiochi famosi, forse perché "classici" o perché nominati spesso in molti telefilm (ad esempio Halo viene nominato con frequenza nel famoso telefilm "The big bang theory"). Qual è secondo voi il videogioco più nominato?
Alessandro: Grand Theft Auto. Ovunque, nel bene e nel male, si parla di GTA (più nel male solitamente). Come non ricordare gli ignorantissimi servizi del TG1 che parlano male del gioco ogni volta che esce un nuovo capitolo?
Roberto: Il gioco più soprannominato per me resta il buon vecchio Super Mario, chiunque in questo mondo lo conosce.
Se poi prendiamo la triste realtà dei "giocatori moderni" direi proprio Call of Duty o Minecraft.
L'avere la passione per i videogiochi viene spesso legato all'essere "nerd", parola che ormai indica un vero e proprio tipo di persone ben definito, o meglio, predefinito. Chi è appassionato di videogiochi viene, infatti, ridotto ad un tipo, ad un'etichetta, cosa pensate di questa cosa ormai diffusa?
Alessandro: Penso semplicemente che sia una cosa stupida. Partiamo dal presupposto che io non mi definisco nerd, ma mi definisco un 'gamer'. Perché porre delle etichette dispregiative (perché è di questo che si tratta) a persone che non la pensano come te? Poi si può anche scendere a compromessi, ovvio: Tu mi etichetti come nerd, io ti etichetto come testa di c****.
Roberto: Penso che in primo luogo bisogna essere se stessi e che quindi non bisogna pensare ad essere "etichettati" come tu stessa dici. Veniamo scambiati per Nerd ma alla fin fine siamo Gamers, non mi sono mai definito un Nerd sfegatato proprio perché questa parola al giorno d'oggi viene utilizzata a sproposito. C'è chi si considera Nerd solo perchè ha visto l'ultimo film con i robottoni e videogioca al gioco del momento. C'è chi si considera Otaku solo perchè ha visto 2 anime di poco conto e letto il manga che va di moda. Io voglio solamente avere delle passioni, non mi andrebbe se un giorno all'altro dovessi fare parte di una schiera di massa di persone a cui piacciono tutti le stesse cose.
Partendo da quanto vi ho chiesto prima, avete mai avuto un'esperienza diretta in questo senso? Magari una discussione con una persona che vi giudicava per questo vostro interesse, nella realtà o sul web.
Alessandro: Certo, mi succede tuttora. Ma sinceramente non mi dispiace discuterne. Alla fine viene sempre ridicolizzato colui che giudica noi 'nerd sfigati'.
Roberto: Si, purtroppo mi è capitato di essere stato preso di mira, ma in fin dei conti non me ne importa più di tanto.
Ripeto, voglio essere me stesso e se questo comporta essere "diversificato" da una società che non mi merita preferisco non accettare provocazioni e andare avanti per la mia strada...
Avete una pagina e un blog a tema videogiochi. Immagino che siano stati i classici motivi a spingervi a crearle: condividere la propria passione con altri, divertirsi parlando di ciò che piace, dare alle persone un posto in cui discutere di un argomento che sta a cuore anche a voi, ecc. Ma, l'idea com'è venuta? E, una volta deciso che avreste creato questi spazi per i videogiochi, quali erano le vostre aspettative riguardo al vostro progetto? E, una volta realizzato, sono state soddisfatte?
Alessandro: Abbiamo avuto l'idea nel bel mezzo del 2011, durante l'E3. Non so perché l'abbiamo fatto, ci andava di provare e abbiamo buttato giù quell'idea. Le aspettative erano tante, ed è stato difficile arrivare dove siamo ora.
Ci sono stati momenti di stress in cui avevamo intenzione di mollare tutto, ed é mancato davvero poco. Ma dopo 2 anni e più di 1000 fan.. Si, posso dire che le mie aspettative sono state rispettate.
Roberto: La nostra idea è venuta nel 2011 quando assistevamo per la prima volta agli E3 (Fiera Expo) una delle fiere più importanti dell'anno dove vengono mostrati parecchi titoli.
Da lì abbiamo voluto creare una pagina con il tema legato all'informazione sul mondo dei videogiochi, cosa che, rispetto a molte pagine di oggi che fanno semplicemente divertire ed intrattenere ci differenziava in un certo senso.
Non ci siamo mai posti obiettivi ben precisi, inizialmente tenevamo conto dell'affluenza dei "Mi piace" e da li ci siamo posti delle piccole tappe. Così sono nati i Blog e i vari account Twitter e Ludomedia.
E dopo ben 2 anni siamo arrivato a quota 1085 e non abbiamo intenzione di fermarci.
Lavorereste mai nel mondo dei videogiochi? Se sì, cosa vorreste fare (lavorare in un GameStop, ecc.)?
Alessandro: Mi piacerebbe moltissimo. Uno dei miei sogni ultimamente é scrivere per una rivista videoludica, o per un sito web come multiplayer.it. Purtroppo con la situazione economica attuale, credo proprio che dovrò rinunciare a questa idea.
Roberto: Uno dei miei sogni nel cassetto sarebbe quello di lavorare come redattore per un sito videoludico (quali per esempio Multiplayer.it).
Descrivete il mondo dei videogiochi in tre parole.
Alessandro: Che risposta triste che sto per dare. Ma é la verità. Soldi. Dlc. Soldi².
Ormai pochi sviluppatori pensano a noi videogiocatori. Tutti gli altri hanno solo una cosa in testa: €$€$
Roberto: Creatività, Fantasia e Divertimento.
Grazie per avermi concesso l'intervista!

Interview by Silvia Argento ©

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