[MANIA MUSICALE] Angelo Branduardi - Donna ti voglio cantare

Sono lieta di presentare in questa rubrica un brano di un autore forse ormai poco conosciuto, ma che a mio dire ha grandi capacità. Sto parlando di Angelo Branduardi e, per questa rubrica, ho scelto la sua Donna ti voglio cantare. La melodia di questa canzone è una rielaborazione di una ballata medievale di Pierre Attaignant (editore musicale e compositore francese), incisa da Branduardi già nell’album Futuro Antico II. Ho scelto questa canzone perché una mia cara amica, con cui già ho collaborato, Francesca Miraglia, mi ha chiesto di analizzare un brano sulle donne da pubblicare sul suo blog e così ho fatto.


Donna ti voglio cantare
Brandurardi si pone, come già si evince dalla musica, che è appunto una ballata, come un menestrello, un cantore. Deve cantare di qualcosa, e ha scelto la donna, per quale motivo? Beh perché la donna è un argomento vario e complicato, l’ideale per riempire con varie metafore un testo musicale.

Donna la madre, donna la fine
donna sei roccia, donna sei sabbia
e a volte nuvola sei
Primo ruolo della donna: la donna è la madre, a volte è forte, altre debole, altre volte addirittura può rappresentare la fine. Per chi? Per un uomo che l’ama, per se stessa, ecc. Ma la cosa più importante è sicuramente la frase a volte nuvola sei, che si ripeterà in anafora alla fine di ogni strofa della canzone.
Cosa vuol dire? Potrebbe significare molte cose:
- La donna è incomprensibile, quindi quasi come una nuvola appare lontane e confusa;
- La nuvola è qualcosa che oscura il Sole, quindi potrebbe far riferimento al turbamento dell’innamoramento a causa di una donna;
- Potrebbe riferirsi alla difficoltà del carattere di alcune donne, al loro temperamento tempestoso. Non dimentichiamoci che il punto di vista cui facciamo riferimento in questo brano è quello maschile.
Donna, donna sei l'ombra
donna sei nebbia, donna sei l'alba
donna, donna di pietra
a volte nuvola sei
Qui abbiamo l’accostamento di due termini che rimandano al mistero: ombra e nebbia, che si avvinano molto a quella nuvola di cui ho parlato prima. Ma poi due sostantivi completamenti diversi, uno che rimanda alla nascita di qualcosa, al calore, alla vita (alba); un altro (pietra) che, se da un lato rimanda alla forza, alla stabilità, alla sicurezza, dall’altro fa pensare invece alla durezza, alla distanza, all’impenetrabilità. La donna quindi è forte, a volte inarrivabile, dura, appare quasi insensibile, fatta di pietra, appunto.
Donna, donna l'amica
donna sei nave, donna sei terra
donna, donna sei l'aria
e a volte nuvola sei
Prima abbiamo parlato di madre, adesso parliamo di amica. Un altro ruolo si inserisce nella lista di ciò che la donna può essere. Stavolta troviamo, anziché due termini che si possono inserire nello stesso campo semantico, due sostantivi posti in antitesi: nave e terra. La donna è sia nave, mare, viaggio, che terra quindi approdo. Ma ella è anche aria, forse perché inafferrabile, invisibile.
Donna sei sete e vendemmia
donna sei polvere, donna sei pioggia
donna saggezza, donna follia
a volte nuvola sei
Stavolta due termini che vanno insieme: sete e vendemmia. E poi ancora polvere e pioggia, qualcosa che sfugge, qualcosa di inafferrabile, per cui quasi come un ciclo ci ricolleghiamo all’aria della strofa precedente. Troviamo un’altra antitesi: saggezza e follia. Sulla follia potrei scrivere pagine e pagine, è una tematica comunissima e molto spesso la si trova accostata al genio o alla saggezza. Il folle è come se sapesse qualcosa in più, per dirla alla Pirandello. Così come la donna è saggia, ma è anche folle.
Donna ti voglio cantare
donna sei luce, donna sei cenere
donna sei ansia, donna sei danza
e a volte nuvola sei
Ripete la voglia di cantare questa donna e la descrive ancora. Ella è luce, ma anche cenere. La cenere certamente ci rimanda al buio, a qualcosa che si è spenta, essendo il risultato di qualcosa accesa prima da un fuoco, allo stesso tempo suggerisce un’immagine macabra di morte. Quindi la donna può essere qualcosa di meraviglioso, come qualcosa di negativo, di oscuro, di incomprensibile. Per questo ella è anche ansia, sia perché la donna è emotiva e spesso ansiosa, ma anche ansia per l’uomo che la ama. Eppure ella è leggiadra, è una danza.
Donna, donna sorgente
Donna sei erba, donna sei foglia.
donna, donna sei pietra
e a volte nuvola sei
Sorgente qui si ricollega alla sete cui Branduardi faceva riferimento prima. E alla terra si ricollegano erba e foglia. Da sempre la bellezza e l’esperienza estetica, sono state collegate alla natura, basti pensare a poeti inglesi come Wordsworth, Coleridge o Blake, pertanto con questo riferimento alla natura si vuole sottolineare la meraviglia della spontaneità della bellezza della donna. E poi si ripete pietra, ma mentre prima Branduardi aveva detto di pietra, in riferimento anche a un ambito costituzionale della donna, stavolta dice proprio che ella è pietra, è una roccia, qualcosa di forte, di potente, che non si può rompere. Nonostante prima l’abbia accostata a una foglia, immagine invece che ci fa pensare alla precarietà, alla fragilità e alla debolezza (non per nulla in una celebre poesia di Giuseppe Ungaretti egli parla delle foglie d’Autunno in riferimento ai soldati).

Lo scopo di questo brano è evidenziare la molteplicità dei tratti di una donna, che viene presentata come un ventaglio dalle mille sfumature: è forte, ma anche fragile, è di pietra, ma è anche una nuvola.
Grazie dell’attenzione e… buona musica a tutti voi!

Angelo Branduardi - Donna ti voglio cantare, analysis by Silvia Argento ©

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