SPECIALE: 10 cose che solo chi scrive può capire

Scrivo perché lo scrivere mi dà il più grande piacere artistico possibile. Se la mia opera delizia pochi eletti sono gratificato. Per quanto riguarda la massa, non ho alcun desiderio ad essere un romanziere popolare. È di gran lunga troppo facile.
- Oscar Wilde
Come ho scritto nella mia autobiografia qui sul blog e come spesso ho accennato in altri post, io scrivo molto. E' una cosa che mi piace e che mi rilassa, ma visto che non sono l'unica a scrivere ho pensato di fare uno speciale con 10 aspetti della scrittura che di sicuro chi si applica a questa attività conosce o comunque ha appurato almeno una volta ed almeno uno di quelli che elencherò. Non parlo solo di cose che ho vissuto io, ma anche di sensazioni provate da altri che me ne hanno parlato.
1. Il titolo.
Quando hai un'idea su vita, morte e miracoli di tutta la tua storia, ma non hai idea di come chiamarla. Quindi finisci per perdere un sacco di tempo per trovare un titolo finché non scordi completamente qualsiasi idea tu abbia avuto.
2. I nomi dei personaggi.
Più o meno la stessa cosa di prima. Sai tutto di un personaggio, perfino quanti capelli ha in testa, il suo passato, il suo presente ed il suo futuro. Ma non hai idea di quale nome dargli. Così finisci con il massacrare google cercando liste di nomi anche strani, per poi dargli sempre il nome più banale e diffuso del mondo.
3. L'incipit.
Quando hai tutta la storia già scritta, ma non sai come esordire.
4. L'amnesia.
Hai un'idea veramente geniale, che pensi rivoluzionerà la letteratura o la tua vita la tua storia, ma non essendotela appuntata la dimentichi e ti odi perché mai niente sarà come quella idea.
5. La coscienza.
Quando per i fini della trama deve morire o soffrire un determinato personaggio, ma ti viene tremendamente difficile rendere il momento perché vuoi "bene" alle tue "creature".
6. Le possibilità.
Hai ormai scritto il finale, ma inizi con mille "e se?" nella testa perché ti chiedi come sarebbe stato se tu avessi scritto un finale diverso, magari dando più spazio a certi aspetti, magari trascurandone altri.
7. Lo scopo.
Spesso scrivi e ti chiedi perché stai raccontando quella storia. Se vuoi dare una morale e quale vuoi dare, se vuoi solo divertirti oppure se vuoi davvero creare qualcosa di valore. E questo ci porta al punto 8.
8. Il sadismo.
E' un po' l'opposto del punto 5. Quasi come il peggiore dei sadici ti diverti a rendere la tua storia macabra oppure triste facendo soffrire i personaggi, rendendoli gli sfigati più sfigati del mondo.
9. L'obiettività.
Quando crei personaggi talmente antipatici che vorresti ammazzarli ma ai fini della trama la cosa non sarebbe possibile.
10. Gli appunti ovunque.
Conseguenza del punto 4, hai un'idea geniale e devi per forza appuntarla o la dimenticherai. Quindi finisci con lo stuprare qualsiasi pezzo di carta stia nei paraggi.

Immagine: Metsu, Lezione di musica.
Written by Silvia Argento ©

Commenti