Il disprezzo by Alberto Moravia

L'anno scorso per Natale ho espresso il desiderio di ricevere dei libri, fra quelli che mi hanno regalato ce n'è uno di Alberto Moravia, un autore di cui ho letto tre romanzi finora e che apprezzo moltissimo. Il titolo di uno di questi tre libri è Il disprezzo ed è il primo libro che ho letto quest'anno, avendolo iniziato appunto a Gennaio.
Alberto Moravia è un autore estremamente singolare quanto talentuoso. Nei suoi romanzi o almeno nei tre che ho avuto modo di leggere si concentra sui personaggi e sulle loro sensazioni e caratteristiche, per questo motivo non presenta delle trame intricate o complesse. Ad esempio questo romanzo narra semplicemente la storia di un uomo, uno sceneggiatore, la cui vita viene sconvolta da una "novità": sua moglie, che prima lo amava, inizia a disprezzarlo.
Un male incerto provoca inquietudine, perché, in fondo, si spera fino all'ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità.
La cosa che colpisce di questo romanzo come degli altri che ho letto di questo autore, è il linguaggio. Moravia ha la capacità straordinaria di trasportati in un altro mondo, cosa che per uno che legge spesso potrebbe sembrare ovvia, ma non lo è per niente, perché non intendo semplicemente dire che quando si legge questo libro non si pensa ad altro, intendo dire che io conosco bene il protagonista, lo vedo, come vedo i luoghi in cui si muove, le sue emozioni, la sua mente, tutto quanto. E questo grazie allo stile che, oltre ad essere di una bellezza straordinaria dal punto di vista formale e ad essere estremamente originale per il modo in cui la lingua viene usata, presenta anche un'eccezionale capacità di coinvolgere il lettore. Quando penso a "Il disprezzo", penso quasi ad un'esperienza della mia vita, e questo vale per altri libri che mi hanno saputo veramente trasportare in un altro universo e non sono tanti, sono solo quelli più belli. Ma oltre a questa caratteristica che si nota subito dall'incipit, il romanzo mi ha colpito per il protagonista. Il fatto che scrivesse mi ha inevitabilmente coinvolto, ma anche i suoi sentimenti verso il suo mestiere, verso la scrittura, verso il teatro, mi hanno colpito parecchio; come mi ha colpito il dibattito su Ulisse che copre tutta la narrazione, in quelle parti ero estremamente interessata, molto più che nelle altre.
L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato.
Tuttavia non ho amato il protagonista, mi ha solo trasmesso una forte compassione e pietà ed in tal senso l'autore si mostra ancora più capace: riesce a far intendere ogni emozione dei suoi personaggi ed a suscitare empatia verso essi nel lettore. Sono quasi "teneri" i momenti in cui egli si cruccia per capire quale sia il motivo del disprezzo della moglie, cercando anche un riscontro carnale che forse vuole mostrare anche una caratteristica degli uomini. Per quanto riguarda invece la moglie, provando pietà per il marito non potevo inizialmente non avere almeno un po' di antipatia verso di lei, ma alla fine è un personaggio vuoto, indifferente e difficile da comprendere proprio perché l'autore non è interessato a descriverne i tormenti, in quanto il percorso non è il suo, ma quello del protagonista. Anche tutti gli altri personaggi sono resi bene, nonostante nessuno sia mirato a colpire particolarmente il lettore. Non ci sono eroi in Moravia.
Sicuramente la trama non presenta chissà quali interessanti vicende, come ho già detto non è questo il centro del romanzo ed in alcune parti, soprattutto in quella centrale, a volte non dico che annoia ma non mantiene vivo l'interesse come in altri momenti. Tuttavia soprattutto nel finale l'autore sa stupire ed utilizzare le sue capacità espressive per donare forti emozioni ed intense sensazioni.
Certamente questo romanzo non presenta una morale e non costituisce un rivoluzionario esempio di letteratura; ma presenta un'interessante vicenda narrata in maniera ottima e che riesce a sorprendere parecchio in poche pagine. ★★★★☆

Il disprezzo by Alberto Moravia, reviewed by Silvia Argento ©

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