Controcorrente by J. Huysmans

Oggi parlerò di un libro che ho acquistato mesi fa nel periodo di Natale, perché volevo avvalermene per una tesina da realizzare per l'esame di Estetica che aveva come tematica l'Estetismo, in particolar modo quello di Wilde: Controcorrente di J. Huysmans, anche conosciuto con il titolo A ritroso. Questo romanzo influenza moltissimo lo stesso Oscar Wilde che rimane incantato dal linguaggio dell'autore, anche se lo considera povero di trama (e vedremo che ha ragione). Ne parla nel suo "Il ritratto di Dorian Gray" in questi termini: "Romanzo senza intreccio, con un solo personaggio. Tutto si concentra nello studio psicologico di un giovane parigino che consacra la propria vita a impregnarsi di tutte le passioni e che riassume in sé le diverse mentalità attraverso cui lo spirito umano è passato".

Questo libro mi aveva incuriosito proprio per questi motivi e anche perché di letteratura francese riconosco di essere abbastanza ignorante nel senso che conosco gli autori ma non ho avuto il piacere di leggerli. O per meglio dire ho iniziato proprio a leggere romanzi con un autore molto importante, Alexandre Dumas con la sua signora delle camelie, quindi sono affezionata la letteratura francese, ma non la conosco bene come vorrei. Dunque, questo libro è estremamente particolare in quanto non presenta una vera e propria trama, poiché, come Wilde espose molto meglio di me, si concentra esclusivamente sulla vicenda del protagonista, Jean Floressas Des Esseintes. All'interno di questo romanzo, definito da Guy de Maupassant storia di una nevrosi, io credo che l'autore metta in risalto tutte le sue problematiche psicologiche, essendo la sua poetica caratterizzata da un profondo male di vivere. Nonostante sia costituito da un unico personaggio, per la prima metà il libro riesce comunque a mantenere una forza di dinamismo essendo caratterizzato anche dai ricordi di Des Esseintes con vari episodi anche interessanti, in particolar modo mi ha inquietato e affascinato il momento in cui ricorda di aver pensato di far diventare un criminale un ragazzo affinché distrugga la società che lui detesta. E' inoltre costituito anche dalla descrizione dei suoi interessi e delle sue impressioni e sensazioni; il protagonista è infatti un uomo che ha deciso di allontanarsi dalla società, in particolar modo quella di Parigi, che lo ripugna. E' un isolato dalla società che si dedica alla lettura, all'arte, l'immagine emblematica dell'intellettuale che si isola nella sua torre eburnea. Come in effetti uno dei personaggi del romanzo Le braci di Sandor Marai, dove però il protagonista ha subito una forte delusione ben precisa, invece Des Esseintes non ha subito un vero e proprio trauma o comunque non è specificato. Sicuramente rappresenta una figura poco originale agli occhi di un lettore del 2016 poiché quella dell'uomo decadente che si allontana dalla società è qualcosa di estremamente diffuso attualmente, tuttavia io ritengo che abbia gettato le basi proprio per quello che poi sarà appunto Wilde e anche il nostro D'Annunzio.
Viveva ripiegato su se stesso, si nutriva della propria sostanza simile alle bestie che trascorrono il letargo invernale rannicchiate nelle loro tane. La solitudine aveva agito sul suo cervello come narcotico: dopo averlo dapprima eccitato e stimolato, gli portava un torpore minacciato da vaghe fantasticherie, annientava i suoi progetti, spezzava ogni sua volontà, guidava una sfilata di sogni che egli subiva passivamente, senza nemmeno tentare di sottrarvisi. Tutto il mucchio confuso delle letture e delle meditazioni artistiche che aveva accumulato nel suo isolamento come una diga per arrestare il flusso degli antichi ricordi era stato improvvisamente travolto, e la fiumana si metteva in moto rovesciando il presente, il futuro, sommergendo tutto sotto la coltre del passato, colmandogli lo spirito di un'immensa tristezza su cui galleggiavano, simili a grotteschi relitti, episodi senza interesse della sua esistenza, assurde inerzie.
La scrittura di questo romanzo è sicuramente interessante ed originale: l'autore delizia il lettore con termini forbiti, ha uno stile molto alto esattamente come gli argomenti che tratta: infatti l'autore dà prova di una grande conoscenza della letteratura e dell'arte e a mio dire la parte più interessante del romanzo è l'excursus che fa l'autore riguardo la letteratura latina descrivendo meticolosamente moltissimi autori che Des Esseintes conosce e legge, commentati in base ai gusti del protagonista. Ritengo vi sia una ricerca di erudizione ed una grande capacità di mettere in risalto quelli che sono degli aspetti sicuramente attuali della persona, ovvero la decisione da parte di un intellettuale di dedicarsi esclusivamente alla sua passione, che è elitaria, di dedicarsi appunto alla lettura, in particolar modo di classici. E' un otium letterario dove però in contrasto non c'è un negotium di impegno politico, ma un'appartenenza alla società che il protagonista rifiuta. E in questo io ritengo che ancora di più si trovi la grandezza dell'autore. Mi ha inoltre ricordato il protagonista del romanzo Ricordi dal sottosuolo di Dostoevskij con il suo "sottosuolo", appunto.
A casa principalmente leggevo. Avevo bisogno di soffocare con sensazioni esterne tutto quello che mi s’era accumulato dentro. Fin d'allor mi portavo nell'anima il mio sottosuolo.
- Ricordi dal sottosuolo (Fëdor Dostoevskij)
Trovo però che il il protagonista di Controcorrente collochi, così come il titolo del romanzo, il suo isolamento non come qualcosa di sepolta dentro di sé e quindi un sottosuolo come avviene in Dostoevskij, maestro dell'introspezione, ma come qualcosa che vada contro, indietro, rispetto alla società che ha attorno. Del resto la figura dell'intellettuale allontanatosi da una società in cui non si rivede è un topos letterario certamente, ma in questo caso assume molta originalità per il fatto che ci sia solo un personaggio e nonostante ciò per la maggior parte del romanzo l'autore riesca comunque a far entrare il lettore nel mondo di Des Esseintes, nelle sue abitudini. Tuttavia ritengo che tutti questi concetti siano stati elencati e messi in evidenza un po' troppe volte, che il romanzo sarebbe potuto e dovuto essere di gran lunga più breve avvicinando di molto la conclusione (che non anticipo), così da rendere la lettura meno monotona e allo stesso tempo più concentrata. Avrebbe permesso all'autore di mettere ancora di più in evidenza le proprie capacità anche da un punto di vista stilistico, senza far vivere il lettore con il desiderio di una svolta che non arriva. Ma forse Huysmans voleva proprio realizzare questa monotonia, per evidenziare la solitudine e la malinconia del protagonista ed in effetti riesce a far sprofondare anche il lettore in questa sofferenza costante ed in questo mondo fatto di solitudine e di manie. ★★★☆☆

Controcorrente by J. Huysmans, reviewed by Silvia Argento ©

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