8 buone ragioni per leggere Oscar Wilde

Oggi nel 1854 nasceva Oscar Wilde, il mio autore preferito (infatti la citazione del logo attuale è proprio sua). Anziché scrivere un papiro noioso sul motivo per cui va letto, ho preferito schematizzare in 8 motivi ciò che penso riguardo questo scrittore, che va assolutamente letto, soprattutto da chi di solito non vuole leggere romanzi o cose del genere. Ma visto che mi baso sulla qualità e non sulla quantità, ho trovato solo 8 punti che bastano ad esprimere ciò che voglio dare ad intendere. Quindi ecco a voi 8 buone ragioni per leggere Oscar Wilde!
1. E' divertente.
Wilde è famoso per i suoi paradossi e per la sua ironia, e a ragion veduta perché è veramente divertentissimo leggere determinate sue opere. Ad esempio, citerei il racconto "Il fantasma di Canterville". Emblematico è il momento in cui il fantasma fa apparire una macchia in un tappeto, e i personaggi si mettono a parlare del detersivo che funziona benissimo, perché appunto sono i tipici inglesi che il consumismo ha tramutato in esseri senza neanche paura per i fantasmi. Oppure quando nella commedia "L'importanza di chiamarsi Ernesto" viene detto ad Ernesto, che è orfano di entrambi i genitori, che se vuole sposare uno dei personaggi deve procurarsi almeno un genitore, perché perderli entrambi è peggio della sbadataggine. Ma ho citato solamente alcuni episodi.
2. Insegna moltissimo.
La cosa bella è che oltre a farti divertire, Wilde ha anche delle morali importantissime nelle sue opere. Come il fatto che la bellezza fisica non conti nulla (cosa che si evince ne "Il ritratto di Dorian Gray" per esempio), oppure l'importanza dell'arte, dell'amore, l'ipocrisia della società, ecc. Insomma oltre a offrirti un modo per passare il tempo, ti aiuta anche a comprendere meglio certi aspetti della vita.
3. La forza delle parole e dello stile.
Oscar Wilde fa delle parole note di una stupenda melodia. Lo stile è impeccabile e lo dico avendolo letto anche in lingua originale ovviamente. Ha la capacità di dare ad una parola un significato molteplice attraverso proprio la sua grande bravura e cultura. Ad esempio "De Profundis", la sua lunga lettera a Bosie, ha un linguaggio così scorrevole che l'ho finita in due giorni circa. Inoltre sa cambiare molte volte il clima della narrazione, si passa da un momento intenso ad un momento di semplice descrizione con grande naturalezza. E ancora i luoghi descritti, soprattutto quelli della Londra Vittoriana, affascinano tantissimo e grazie alla bravura dell'autore è come se tu li avessi veramente visti. Riesce a prenderti ed a trasportarti in un altro mondo, e non solo per le storie, ma anche e soprattutto per il suo stile, che è particolare ed elegante, difatti stiamo parlando di un Esteta, che ama la bellezza del linguaggio, cui aggiunge però, come ho detto nel precedente punto, anche la sostanza, perché il lavoro di Wilde si fonda sul connubio Bellezza della lingua-Profondità del significato.
Finora ignoravo cosa fosse il terrore: ormai lo so. E' come se una mano di ghiaccio si posasse sul cuore. E' come se il cuore palpitasse, fino a schiantarsi, in un vuoto abisso.
4. La varietà dei temi.
Ho letto tanti libri tutti di Oscar Wilde ma nessuno di loro è uguale. Alcuni temi si incontrano più volte, ovviamente, ma sono veramente tantissimi. Wilde riesce a dare alle sue opere una grande unicità, che è importante, perché presenta qualsiasi cosa in ambito di tematiche. Quindi qualsiasi cosa vi interessi, probabilmente la troverete.
5. La varietà dei generi.
Questa varietà si riflette anche nei generi, giacché Wilde ha attraversato qualsiasi tipologia di composizione: dal racconto leggero e quasi fiabesco (è il caso de "Il gigante egoista"), al racconto più impegnato ("Il delitto di Lord Arthur Savile"), alle poesie, a semplici saggi, a opere teatrali, ecc. Vi sono ad esempio anche dei racconti che pronunciava oralmente di fronte ad un pubblico che sono trascritti e riuniti in una raccolta dal titolo "Le parole del giglio", che contiene piccolissime "pillole" di pensiero Wildiano estremamente interessanti, potrebbero essere come delle parabole insomma.
6. La semplicità delle capacità espressive.
Devo inserire questo punto, perché vedendo i punti 2, 3, 4 e 5 si potrebbe pensare che si tratti di un autore che scrive "polpettoni", anche se ho già detto che è divertente. Ma la bravura di Wilde è quella di saper giocare con le parole e con le situazioni per dire con semplicità anche la cosa più complessa. Non nel senso che è superficiale, ma è anche più eccezionale perché sa andare a fondo con nulla. La sua profondità non è data da trame complesse, da libri lunghissimi, bensì dalla brevità dei suoi scritti. Anche per questo penso che chi non legge molto possa apprezzarlo, magari iniziando dai racconti.
Sono fin troppo consapevole che si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
7. Il realismo.
Grazie al punto 3 e al punto 6, avviene che qualsiasi cosa ti si presenti tu la ritieni vera. Anche la situazione più assurda, come ad esempio i paradossi dell'animo umano messi davanti, è così ben descritta e ben costruita che ciò che leggi ti appare reale. Questo perfino nei racconti di fantasia, che ci porta al punto successivo.
8. Il simbolismo.
Nonostante sia un aspetto meno sottolineato in Wilde e sicuramente non il fondamentale, vi sono molte metafore nel suo linguaggio che fanno sì che il realismo non venga compromesso, perché la fantasia serve a descrivere qualcosa di vero, un significato giusto e concreto. Ad esempio la presenza del fantasma ne "Il fantasma di Canterville" è funzionale al significato del racconto, ma allo stesso tempo il simbolo ti rende tutto più interessante. Oppure anche lo stesso ritratto ne "Il ritratto di Dorian Gray". Detesterò sempre il fatto che lo si identifichi come un libro di fantasia per la presenza di questo ritratto che muta, perché è appunto un simbolo, difatti il libro va identificato come una sorta di romanzo psicologico, non certo fantasy o magari può essere un sottogenere, ma non la parte fondamentale.

Written by Silvia Argento ©

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